Ristorazione diversa 2014

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Un concorso per alunni speciali che hanno dimostrato un alto livello di preparazione. Questo ha confermato la quarta edizione di «Ristorazione diversa», concorso per allievi diversamente abili organizzato dall’Istituto alberghiero «Luigi Carnacina» con il sostegno dell’Arv (Associazione ristoratori di Valeggio). Tenutosi a Valeggio ha allargato quest’anno i suoi confini, inizialmente ristretti a Verona e al Veneto. Vi hanno infatti partecipato 22 scuole alberghiere provenienti un po’ da tutta la penisola: da Merano a Nocera inferiore, da Vieste a Riccione.

A vincere è stato l’Istituto «Pellegrino Artusi» di Forlimpopoli con il giovane cuoco Fabio Balestri e la ragazza di sala Ana Stefania Alushi, supportati dall’insegnante di cucina Gabriele Calderoni e dall’insegnante di sostegno Silvia Maltoni.Due le prove affrontate: quella di cucina, con la preparazione d’una ricetta (filetto di tonno rosso scaloppato, fegato d’anatra, salsa al Porto con sfere di patate mantecate e lamelle di tartufo nero) e quella di sala. Quest’ultima, oltre alla preparazione del caffè e di un aperitivo sparkling (con le bollicine), sweet passion, prevedeva la «mise en place» (messa sul posto) del piatto cucinato.

A valutare gli allievi una giuria tecnica formata dallo chef Sergio Maria Teutonico, dai critici enogastronomici Paolo Marchi e Andrea Grignaffini e dai ristoratori Franco Predomo e Gianni Veronesi. «È stata un’esperienza emozionante», ha sostenuto Veronesi, «per la passione che hanno dimostrato questi ragazzi, dai 15 ai 18 anni e devo dire che la realizzazione di alcuni piatti ci ha letteralmente sbalordito». Particolarmente soddisfatto è stato anche il dirigente scolastico, Eugenio Campara: «Siamo contenti per la professionalità e le abilità dimostrate dagli allievi. È la conferma che un atteggiamento inclusivo da parte della scuola porta buoni risultati».

Per Chiara Bedin, uno dei docenti che ha organizzato la manifestazione assieme a Cristian Isola Casagrande, c’è un solo rimpianto: «Avremmo potuto avere anche altre scuole ma non ce la facevano economicamente ad affrontare la trasferta. Se rimarranno fondi li devolveremo all’Associazione “Una vita a colori” che si occupa di disabili».

Credits:

– Alessandro Foroni (L’Arena)